La costumista de La Tata Brenda Cooper racconta che brutta fine hanno fatto i vestiti di Francesca Cacace

Un bellissimo articolo di Marie Lodi per il magazine online Hello Giggles riporta l’intervista a Brenda Cooper, famosa (o forse no?) costumista dello show La Tata, che tanto del proprio successo deve proprio al guardaroba indossato da Francesca Cacace

Quando pensiamo alle icone di stile degli anni ’90, ce ne vengono in mente tante – da Cher Horowitz di Clueless e Drew Barrymore a Courtney Love e le streghe adolescenti di The Craft. Ma ce n’è una che sembra essere sempre presente nelle bacheche dei nostri social media: Francesca Cacace. La star del telefilm degli anni ’90 La Tata, interpretata da Fran Drescher, è passata alla storia per i suoi look colorati e mozzafiato.

Recentemente c’è stato un rinnovato interesse per La Tata, che andò in onda dal 1993 al 1999, nonostante nessun servizio la trasmetta in streaming (una mancata opportunità per Netflix).

[Aggiornamento: ci sono ora diversi siti di intrattenimento che trasmettono La Tata, primo fra tutti Amazon Prime Video.]

Il rinnovato interesse dipende in grande parte dall’account Instagram What Fran Wore diventato popolare negli ultimi mesi, dall’ode alla Tata fatta da Cardi B (e da tutto il chiacchericcio sul revival in cui potrebbe comparire proprio Cardi B) e dal ciclo continuo della moda in cui, prima o poi, tutto ritorna in stile.

Molti dei vestiti di Francesca infatti potrebbero tranquillamente essere indossati anche al giorno d’oggi. Siamo in un momento molto interessante per quanto riguarda la moda, un punto in cui molti trend sono ritornati in voga talmente tante volte che possiamo indossare più o meno tutto quello che vogliamo. Una serie di look à la Francesca Cacace potrebbe tornare in passerella senza sconvolgere nessuno più di tanto.

Come per ogni icona di stile nei film e nelle serie TV, c’è sempre qualcuno dietro le quinte che è l’architetto di quei look leggendari. Nel caso di Francesca Cacace, quel qualcuno è Brenda Cooper, una costumista inglese che ha dato vita ai vestiti fenomenali dei personaggi de La Tata.

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La Cooper ha lavorato sul set de La Tata per quattro anni (e vinto un Emmy) prima di andare in maternità. Oltre a La Tata, ha lavorato anche come costumista per altri film e serie TV (tra cui Happily Divorced, con protagonista Fran Drescher), ma anche come stilista, esperta di colore e presentatrice di un programma di moda su E!. Al momento è al lavoro sulla bozza di un libro, una sorta di guida di stile che usa i trucchi del mestiere che la Cooper stessa usa per dare vita alle donne che veste e ai loro guardaroba.

Per festeggiare i 25 anni de La Tata, la Cooper (che rimane molto amica della Drescher), ha invitato Marie Lodi di Hello Giggles nel suo studio per apprezzare di persona alcuni outfit di Francesca Cacace, rovistare tra foto inedite del back stage e per parlare del suo nuovo libro.

Come sei arrivata a lavorare per La Tata?
Avevo incontrato Fran mentre lavorava su una serie chiamata Princesses con Twiggy e Julie Haggerty, che fu poi abbandonata. Mi disse “semmai riuscirò ad avere una mia serie, voglio che tu ne sia la costumista”. Io avevo provato a fare l’attrice ma molto presto mi resi conto che non sarei andata da nessuna parte e quindi avevo bisogno di un lavoro. Volevo mettermi in proprio ed ero sempre stata brava ad abbinare vestiti insieme.

Quando passai dal davanti alla telecamera al dietro, mi allarmai un pochino perché mi sembrava che nessuno desse ai costumi l’importanza che secondo me meritavano. Mi ricordo che pensai “wow, se riesco davvero a lavorare con Fran, voglio lasciare il segno”.

Ti avevano dato delle linee guida per come doveva essere vestita Francesca Cacace?
Non mi avevano dato alcuna guida ma io sapevo esattamente cosa fare e Fran mi diede carta bianca. Avevo preso alcuni look direttamente da Princesses, erano look colorati e aderenti. Quella fu l’ispirazione per creare il personaggio. Volevo che fosse un personaggio con stile, umorismo, buon senso e verve, tutto insieme.

E così ho iniziato a comprare delle cose per lo show e mi sono lasciata guidare alla mia intuizione. Volevo tanto colore e grazie al cielo nel 1993 c’era tanto colore disponibile. Prendevamo i vestiti quasi sempre a Beverly Hills – tutte quelle cose colorate, leopardate, Moschino, Cheap and Chic, e Dolce e Gabbana.

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Mi ricordo che prendevo vagonate di vestiti e le mettevo nel carrello, e poi le portavo alle nostre prove di guardaroba del mercoledì. Anche se sei una costumista, hai sempre le mani un po’ legate, ma Fran si fidava di me e insieme eravamo una coppia formidabile. Lei mi faceva fare quello che sapevo fare, e il risultato lo avete visto.

Perché secondo te c’è tantissimo interesse per lo stile della Tata ancora oggi?
Prima di tutto perché il suo personaggio è veramente particolare. Lo stile che ho creato era fatto per andare oltre ai limiti del tempo, non era stato fatto per essere trendy. E’ indossabile oggi così come lo era allora. E’ audace, colorato, lascia il segno. E’ sexy. I millennials ne vanno pazzi. Vanno pazzi del look e del fatto che puoi usarlo anche oggi.

Ogni singolo pezzo.
Ogni singolo pezzo che abbiamo usato per la Tata è ancora alla moda. Se guardi nel mio armadio oggi, ho vestiti di 20 anni fa che metto ancora. E’ un po’ il mio modo di lavorare: uso la moda per creare uno stile, non seguo i trend del momento, non mi interessano. Dipingo immagini di stile con i vestiti.

Adoro quando i millennials vogliono sapere cosa c’è nel mio armadio. O quando vengono da me a mi dicono “voglio vestire come te”. Sono grande abbastanza da poter essere la loro madre, e alcune volte anche la loro nonna. Mi dà molta ispirazione.

E poi c’è anche la personalità di Francesca Cacace, a cui in effetti prima non avevo mai pensato. Il modo in cui si proponeva era molto motivante e stimolante per le persone. Una persona che era diretta, sgargiante e fiera di esserlo, che aveva il proprio stile. Leggo delle cose su Instagram a volte in cui la gente dice che fu proprio la sua personalità ad aiutarle a superare momenti difficili della loro vita.

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I often used leopard as Frans signature print!

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Molti considerano l’immagine come una cosa superficiale ma non lo è, perché è un’espressione. La tua immagine all’esterno è espressione del tuo essere all’interno. Per me è sempre stata una questione di unire l’esterno all’interno. E’ proprio per questo che pensare di aver dato vita a un look di un personaggio che ha aiutato le persone mi dà molta carica e mi commuove.

Al centro del nostro stile è la fiducia in noi stessi, e sono contenta di come posso aiutare le persone ad avere più fiducia in sé stesse attraverso gli abiti che mostrano all’esterno.

So che è una domanda difficile, ma quali sono i tuoi look preferiti dello show?
Devo dire che la prima stagione è stata fantastica. I pezzi di Todd Oldham, perché Todd fu di enorme ispirazione per me, e adoravo tutti i suoi vestiti. Sono talmente tanti. Ogni tanto mi guardo indietro e mi dico “wow, questo l’ho fatto io. E’ fantastico”. Lei era favolosa. E’ solo recentemente che mi sono resa conto che ho creato i costumi per uno show che è diventato esemplare.

So che usavi tutti i designer del tempo, ma ci sono outfit che hai creato tu?
La televisione si muove talmente veloce che davvero non avevo tempo. Francesca non è una ragazza che ordina i vestiti su misura. Abbiamo proprio discusso di questo ieri sera, di un vestito che si era fatta fare che però alla fine non le andava. Ho copiato un paio di vestiti per l’episodio in cui Fran e Madeline (Zima, che interpretava Grace) erano vestite uguali, entrambe leopardate. Avevo trovato il vestito per Madeline e poi ho abbinato una giacca di Todd Oldham a una gonna.

E poi c’è stata tutta la situazione con Patti LaBelle. Io creavo il look per tutti i personaggi, mentre alle guest star veniva sempre detto di portare i propri vestiti. Patti però quella volta arriva senza niente e mancavano solo due ore alla messa in onda! Quindi vado in panico pensando che devo trovare qualcosa da far mettere a Patti LaBelle che la faccia sembrare Patti LaBelle. Avevo un paio di leggings in studio, ma sono dovuta andare a Beverly Hills per trovare una gonna dorata di Donna Karan, poi da Saks per trovare questo top e una giacca con perline. Prendo tutti i pezzi, li porto in studio, ritaglio il vestito e ne faccio un top. Prendo la giacca, ci metto delle spalline, tolgo il centro dalla gonna in modo da farla diventare una gonna delle hostess degli anni ’50, e le stava da favola.

O. Mio. Dio.
Sì, se l’è poi portato a casa perché le piaceva davvero tanto. Sapevo di fare il lavoro giusto, quello adatto a me. Uno dei miei vestiti preferiti di zia Assunta era quel vestito rosso a lustrini aderente con una giacca leopardata che avevo fatto io. Sono ancora in contatto con Renée, è una delle mie più care amiche, e quel vestito lo mette ancora.

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Sylvia Fine goes Glam! 💃🏼

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Non usavi anche pezzi che trovavi negli outlet all’epoca?
Non mi interessava se venivano da un negozio posh o dai grandi magazzini. E oggi è ancora lo stesso. Se qualcosa funziona, non mi interessa da dove arriva. Una volta ho trovato una bellissima giacca che avevano buttato via da un altro show, l’ho aggiustata e l’ho usata come giacca su C.C. Babcock. Non deve per forza essere di marca. Stavo chiedendo una cosa a Peter (Marc Jacobson, produttore de La Tata) l’altro giorno e mi ha detto “Oh, tu ripetevi sempre che non era necessario che fosse costosa, ma solo che avesse molto stile”. Non c’erano soldi all’inizio, non c’era un budget ed è per questo che ho usato tutta la serie di lupetto nere, minigonne nere, leggings neri. Poi personalizzavamo il look con giacche e altri pezzi da mettere sopra.

Ci sono delle storie del dietro le quinte che ci puoi raccontare?
Allora, questo non c’entra con il look ma è divertente. Praticamente c’era questa scena in cui Francesca è appesa in un ascensore e indossa un vestito da sera. C’era una controfigura che girava la scena. Iniziano a girare la scena partendo dai piedi e i piedi della controfigura hanno calli dappertutto! Devono rappresentare i piedi di Francesca! O mio dio, o mio dio. Succedevano tante cose così.

Con tutti i vestiti con cui hai a che fare per il tuo lavoro, come decidi cosa tenere?
Sono molto legata ai vestiti, sono come i miei bambini. Trovo davvero difficile separarmene. Cioè, nel mio armadio ho ancora il cravattino di quando ero bambina. Quello che è successo al guardaroba de La Tata è molto triste. Quando io e Fran siamo tornate a lavorare insieme sul set di Happily Divorced nel 2012, ho detto: “sai cosa? Vediamo se riesco a ritrovare il guardaroba, per vedere se possiamo ancora utilizzare qualcosa”. Quando un telefilm finisce, tutti i vestiti sono trasportati in un ufficio centrale degli studio. E’ come un cimitero per i vestiti. Ho cercato di rintracciare il guardaroba che stava alla Sony, ed era appena stato venduto a un negozio di vestiti di seconda mano a Los Angeles. Ho chiamato il negozio e li ho pregati, ho detto loro che ero la costumista de La Tata ma non erano comunque disposti ad aiutarmi. C’è gente al giorno d’oggi che ha nel proprio armadio pezzi originali de La Tata e magari neanche lo sa.

Oh no, sono praticamente in giro per il mondo.
Ti rendi conto? Mi piange il cuore, veramente.

Ci puoi dire qualcosa di più sul libro su cui stai lavorando?
Per ora è ancora una bozza. Vestirsi è la parte più facile della giornata. Io ho un sistema che uso da anni. Funziona su tutti e rende il vestirsi facile e veloce, e tu esci di casa molto più sicura, attraente e pronta per la giornata. E’ lo stesso metodo che ho usato con Fran, con Renée e con C.C., solo con gusti diversi.

Aiutare le donne a trovare il proprio splendore è qualcosa che mi appassiona molto. Lavoro con molte donne che si guardano allo specchio e odiano quello che vedono. E poi le vesto in un modo che rompe tutte le regole che ci hanno sempre detto. Una donna si è guardata allo specchio e ha pianto. Mi ha detto “non pensavo fosse possibile per me”. Mi piace dare questo dono alle donne.

Tradotto e liberamente adattato da Hello Giggles

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